martedì 8 febbraio 2011

1 Febbraio ventesimo giorno

Partiamo che ancora e' buio con un bel cielo stellato, sappiamo che arrivare ad Addis non sara' semplice e dunque facciamo qualche Km contravvenendo alla regola di non viaggiare con il buio.
Ci accorgiamo subito che quella che stiamo facendo e' una strada particolare,dopo lunghe salite ci ritroviamo su immense pianure assolate e coltivate, siamo sui meravigliosi altopiani etiopi.
La strada precipita in gole profonde ed asseconda la faglia gigantesca della Rift Valley entrandoci scavata sul lato occidentale, non c'e' traffico e possiamo riabituarci alle curve dopo seimila Km nei quali i pneumatici hanno lasciato intatte le scolpiture laterali.
La geografia cambia non appena terminano le salite di montagna per lasciarci sulle pianure e cosi anche i colori, dal rosso della terra ci ritroviamo a guardare il giallo dei campi tagliati dove i contadini fanno battere il grano dai buoi facendoli camminare in cerchio sulle spighe tagliate ed alzandolo con i forconi per separare le parti volatili dai chicchi ; ad una sosta per scattare qualche foto un contadino ci raggiunge per darci del pane e dobbiamo fermarlo prima che se ne vada per riuscire a sdebitarci.
Le capanne hanno incominciato a cambiare diventando rettangolari con tetti di lamiera ed hai rami e' stata aggiunta una malta di fango che ne rende i perimetri dei veri e propri muri.
La gente di questa parte di Etiopia lavora in prevalenza con il legno che vediamo in continuazione accatastato in tronchi o portato a spalla dalle donne mentre i ragazzi (e' un continuo salutarci) vendono sulla strada pomodori e cipolle.
Ormai c'e' il sole ogni giorno ed abbiamo imparato le temperature della giornata..fino alle 10 fa freddo per poi diventare caldo vero fino a sera.
Dopo quattordici ore, ed in attesa di buone notizie da Gondar, raggiungiamo il caos di Addis Abeba dopo 713 Km.
E' stata una giornata fantastica.

7 commenti:

  1. Finalmente!!!
    Grandissimi e fortissimi.
    Liz

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  2. Si percepiscono ancora una volta le difficoltà del percorso, bravi! siete tosti davvero ragazzi!!cavoli 11 ore di moto, sarete a pezzi!!forza eh?!! su you position ho letto che ora siete a Nairobi,città multietnica e multiculturale.
    Una curiosità per chi come me l'Africa non l'ha ancora visitata ....:" L'opera letteraria e cinematografica più celebre legata a Nairobi è La mia Africa, romanzo di Karen Blixen da cui è stato tratto un celebre film. L'opera viene ricordata nel Karen Blixen Museum di Nairobi"...sarà infantile ma è un film che fa percepire gli spazi sconfinati dell'Africa ... almeno a me.ciao a tutti e ciao anche agli amici del blog! :)

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  3. ... dico anch'io finalmente!!!
    Giovanni ci fai patire con questo blog. Sono (siamo) sempre impaziente di leggere le tue impressioni. E manca ancora il racconto di 7 giorni! Dacci anche solo qualche frammento e il resto lo leggeremo nel libro che sicuramente ti deciderai a scrivere per i tuoi amici (magari unisci anche le impressioni del Siberia trip). Raccogli tutti i pensieri e portali a casa.

    Guardando la cartina siete circa a metà percorso. Avete previsto dove sarà il giro di boa?

    Un abbraccio a tutti e tre.
    PS: Contraccambio i saluti a tutti gli amici del blog

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  4. Presidente, stasera ci hanno suonato per bene. Ed erano gli ultimi in classifica. Torna presto!!!

    Un Refrattario affranto

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  5. Buongiorno Giovannino e buongiorno ai tuoi compagni, ho saputo ieri sera dalla tata della tua grande avventura, che trovo fantanstica.
    Fantastica per me racchiude una serie di considerazioni che forse sono troppo lunghe da spiegare ad una persona che sta in mezzo all'africa. Mi piacerebbe, poi, ascoltare di persona i tuoi racconti. Ti penso e ti abbraccio forte. Buona avventura.
    Crista.

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  6. Bello, bello!!! Quante cose Gio. Un bacio da qui, da me, da tutti.
    Liz

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